22 Commenti
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Avatar di Giorgia Fumo

Che bella questa recensione! E che bello vedere i dati e non solo le opinioni. Per anni ho fanno l’analista (ciao amici di Talkwalker!) e analizzare cosa viene detto e cosa significa è proprio una cosa in cui sguazzo. Appoggio molto la tua teoria della fuorisede incompresa al paesello, e secondo me è anche dovuto al fatto che essendo lei italiana noi abbiamo in memoria la sua storia precedente e il suo essere simpa di paese, mentre chiaramente vedendola all’estero guadagna tutto il misterioso fascino esotico dell’italiana. Insomma alla fine nemo profeta in patria, quella cosa là

Avatar di Laura Fontana

Che poi noi italiano ci trattiamo male, ci consideriamo provinciali, paesani. All’estero, e parlo per esperienza, da italiano sei automaticamente simpatico a tutti, invidiatissimo, carismatico con sintomatico mistero e chi più né ha…

Ieri sera mi sono accorta che Laura Pausini fa continuamente riferimento all’italianità, gli italiani e l’Italia cosa che a noi alla lunga disturba, ma probabilmente lo fa perché si porta dietro le abitudini di quando fa tv all’estero dove: 1) deve ribadire di essere italiana 2) ringrazia continuamente il “caloroso pubblico brasiliano/peruviano/messicano”

(Analyst girl ❤️)

Avatar di Emi

L'argomento in partenza non mi interessa mai. MAI. Ma quando arrivo alla fine sono sempre contento di averlo letto. È una pera di serendipità.

Avatar di Laura Fontana

Non sai quanto mi hai fatto contenta con questo commento!

Avatar di Enrico Giammarco

La Pausini è certamente un personaggio anomalo, sotto vari punti di vista non è accostabile a nessuno, neanche agli altri membri del ristretto gruppo di "cantanti italiani con fama internazionale". Sulla sua rilevanza musicale pesa, secondo me, il fatto di avere un repertorio poco memorabile per una con più di trent'anni di carriera. Sì cita sempre la stessa manciata di brani.

Avatar di Laura Fontana

E qua viene in mente un'altra enorme icona pop di cui sappiamo a memoria due canzoni (almeno io), e cioè Taylor Swift. Ma c'è comunque la capacità di creare un fandom

Avatar di Gaia Spizzichino

Ho sputato un polmone all'Alexa Chung di Frosinone e l'ho raccolto per continuare. Meno male perché il finale tricologico è da urlo.

Avatar di Laura Fontana

La tricologia nella popular culture meriterebbe in effetti uno speciale a parte (ispirata da @Daniele Cassandro)

Avatar di Giulia M.

Non sono una sua fan (quantomeno non oggi, da ragazzina ho adorato scoprire il suo primo cd) ma a prescindere da questo l’articolo è molto interessante e fa osservazioni più che sensate, che danno modo di riflettere. Temo però che per gran parte del pubblico che potrebbe leggerlo si tratti delle famose perle a… ci siamo capiti. Comunque grazie per averlo scritto, seguo pochissimo Substack per vari motivi ma questa è la newsletter che preferisco ^^

Avatar di Frances Dallas

Potrebbe essere anche quel fastidio che i "primi della classe", studiosi un po' secchioni, senza tante sbavature o deragliamenti, generano negli altri? Non parlo dalla ormai inflazionata "invidia sociale" ma del fastidio più o meno latente e inconscio che genera chi fa le cose per bene. Ne parlo perché l'ho subito e l'ho provato a mia volta . Ma potrebbe essere una lettura limitata

Avatar di Laura Fontana

Ma al 100%, anzi eccomi qui con lo stesso problema dai tempi della scuola fino in certi uffici (“Laura, sei troppo proattiva”). Abbracciamoci

Avatar di Palace F.//Enrico Melis Costa

prima di romanticizzare gli "spatriati" (bisnipoti di immigrati italiani che non sanno neanche dov'è e cosa faccia l'Italia) in Argentina e il loro amore per la Pausini, forse è meglio dare un'occhiata che razza di gente siano. quel "sangre italiano" nel tweet riportato aiuta già a mettere insieme i pezzi, e tolto questo non capirò mai l'utilità di difendere personaggi che vengono squalificati per giusti motivi, e non certo per caccia alle streghe o presunte invidie. "apolitico" nel 2026, da parte di un* italian*, significa veramente essere fascisti o comunque complici/subalterni ai processi di arretramento democratico in atto, il resto sono chiacchiere

Avatar di Elena De Dominicis

perchè rivista studio dovrebbe parlare della pausini? qual è il valore artistico della pausini? compone? è musicalmente preparata? come possiamo paragonarla a lady gaga che ha una formazione accademica? vincere i grammy non vuol dire essere artisti. poi se sanremo ha fatto 3 milioni di ascoltatori in meno non è possibile che ci sia ancora la scia delle olimpiadi italiane che hanno emozionato con storie di sacrificio premiato quando san remo si sa che è un baraccone dei soliti noti piazzati lì dalle case discografiche? poi onestamente, le canzoni buone stanno sulle 5 dita di una mano, le tre sono tutte molto scontate e dozzinale, tra questi cantanti e la classe della sakamoto o la spettacolarità della alysa liu, o la storia umana di malinin o del discesista con l'oro in tasca che inforca il paletto e va a buttarsi per terra nel bosco... cioè capitemi

Avatar di Laura Fontana

Provo a rispondere ai vari punti. Su Rivista Studio (dove scrivo da dieci anni) mi sono occupato di molti temi, alti e bassi, pure di Temptation Island. Il punto non è mai l’accademia, ma la riflessione sulla rilevanza culturale dentro la cultura pop. E sì, in questo senso Laura Pausini è rilevante, e non indagarla è stato un errore. (Se non è un artista chi vince un Grammy, allora non è un attore chi vince un Oscar e non è un fisico chi vince il Nobel per la fisica: una tesi che personalmente non mi sentirei di sostenere.)

Lady Gaga avrà anche fatto il conservatorio (se è per questo, Gigi D’Alessio) ma Bad Romance e La solitudine utilizzano progressioni cicliche di quattro accordi e creano tensione armonica attraverso passaggi come VI → VII nella tonalità minore oppure vi → IV nella tonalità maggiore. Insomma, pop tali e quali, entrambe.

Avatar di Elena De Dominicis

il paragone tra nobel e grammy e oscar mi sembra decisamente improprio. vogliamo dire che il grammy premia la buona produzione? non ho detto che le canzoni della pausini non siano un buonprodotto, esser artisti è un'altra cosa, la pausini scrive musica? al netto della discussione sulle strutture armoniche che non sono alla portata di chiunque, gaga sceglie o comunque ha certamente una consistente voce in capitolo su cosa scrivere e come riproporlo, riarrangiarlo, confezionarlo, come strutturarlo visivamente e scenograficamente. d'alessio ha fatto il conservatorio e certamente questo gli permette di sapere e avere padronanza di cosa fa, poi lui è immerso in un contesto musicale unico e assolutamente autoriferito che accoglie, ingloba e riadatta qualisasi corrente che arrivi da fuori, è sempre stato così. la rilevanza della cultura pop è data anche dalla relazione che la società crea con quel prodotto, e quanto quel prodotto riesce a rappresentare la società di quel tempo. al netto di capelli strappati e reggiseni lanciati sul palco, i duran duran col loro suono cosa hanno rappresentato? i cure che tutto erano ( e sono) tranne che pop? cioè la pausini, chi e cosa rappresenta? e chi si rappresenta in lei al punto da diventare un fenomeno di masssa notiziabile? non sono polemica eh, chiedo

Avatar di Stefania Pecere

tutto giusto; si potrebbe aggiungere solo un piccolo tassello al puzzle delle

domande e delle risposte ma il pamphlet che uscirà sotto falso nome per adesso deve restare nel cassetto 😉

Avatar di Antonella
Mar 1Modificato

Sì ci ho pensato anche io, a Sanremo è stata molto brava. Personalmente però non riesco a togliermi dalla testa la semplicità smielata e disarmante dei testi delle sue canzoni (che soprattutto in adolescenza non potevano che irritarmi). Sicuramente questo essere smaccatamente pop è una delle chiavi del suo successo, ma forse non è un caso che su Rivista Studio ci siano così pochi articoli che la nominano... è spocchia radical chic? Sì!

Avatar di michela

Analisi molto interessante. Personalmente non apprezzo il suo urlare, ancor meno ho apprezzato l'inno stravolto che ha voluto urlare alle olimpiadi. Giustamente ,come dici tu, e' una artista da 70 milioni di copie.A momenti per come si muove e per quel modo impostato di condurre mi ricorda la Carra'

Avatar di Laura Fontana

La Carrà? Interessante. Sono ormai dieci anni che musicalmente parlando non ha prodotto più cose davvero interessanti, secondo me è proprio nel suo periodo in cui è più brava come conduttrice che come cantante (sulla voce possiamo dire tante cose, l’urlato può non piacere, ma una cosa è sicura: non sbaglia mai e dico mai una nota. Fa parte anche questo del suo essere un po’ “secchiona”)