7 Commenti
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Avatar di Elena De Dominicis

perchè rivista studio dovrebbe parlare della pausini? qual è il valore artistico della pausini? compone? è musicalmente preparata? come possiamo paragonarla a lady gaga che ha una formazione accademica? vincere i grammy non vuol dire essere artisti. poi se sanremo ha fatto 3 milioni di ascoltatori in meno non è possibile che ci sia ancora la scia delle olimpiadi italiane che hanno emozionato con storie di sacrificio premiato quando san remo si sa che è un baraccone dei soliti noti piazzati lì dalle case discografiche? poi onestamente, le canzoni buone stanno sulle 5 dita di una mano, le tre sono tutte molto scontate e dozzinale, tra questi cantanti e la classe della sakamoto o la spettacolarità della alysa liu, o la storia umana di malinin o del discesista con l'oro in tasca che inforca il paletto e va a buttarsi per terra nel bosco... cioè capitemi

Avatar di Laura Fontana
20mModificato

Provo a rispondere ai vari punti. Su Rivista Studio (dove scrivo da dieci anni) mi sono occupato di molti temi, alti e bassi, pure di Temptation Island. Il punto non è mai l’accademia, ma la riflessione sulla rilevanza culturale dentro la cultura pop. E sì, in questo senso Laura Pausini è rilevante, e non indagarla è stato un errore. (Se non è un artista chi vince un Grammy, allora non è un attore chi vince un Oscar e non è un fisico chi vince il Nobel per la fisica: una tesi che personalmente non mi sentirei di sostenere.)

Lady Gaga avrà anche fatto il conservatorio (se è per questo, Gigi D’Alessio) ma Bad Romance e La solitudine utilizzano progressioni cicliche di quattro accordi e creano tensione armonica attraverso passaggi come VI → VII nella tonalità minore oppure vi → IV nella tonalità maggiore. Insomma, pop tali e quali, entrambe.

Avatar di Palace F.//Enrico Melis Costa

prima di romanticizzare gli "spatriati" (bisnipoti di immigrati italiani che non sanno neanche dov'è e cosa faccia l'Italia) in Argentina e il loro amore per la Pausini, forse è meglio dare un'occhiata che razza di gente siano. quel "sangre italiano" nel tweet riportato aiuta già a mettere insieme i pezzi, e tolto questo non capirò mai l'utilità di difendere personaggi che vengono squalificati per giusti motivi, e non certo per caccia alle streghe o presunte invidie. "apolitico" nel 2026, da parte di un* italian*, significa veramente essere fascisti o comunque complici/subalterni ai processi di arretramento democratico in atto, il resto sono chiacchiere

Avatar di Stefania Pecere

tutto giusto; si potrebbe aggiungere solo un piccolo tassello al puzzle delle

domande e delle risposte ma il pamphlet che uscirà sotto falso nome per adesso deve restare nel cassetto 😉