Per un po’ di tempo mi capitava sul Facebook (algoritmo wild) una creator americana che gestisce una funeral home con il padre. Atmosfera tra motel infestato dai fantasmi e PMI a gestione familiare, in realtà grande pragmatismo e spiegazioni super professionali. Comunque grandissimo pezzo, corpo online materia incredibile per un libro (💀)
Conosco quella che ricompone le salme (perché mi capitò sempre riguardo Giulia Cecchetin) ed è molto carina, ma dico la verità, la skippo sempre, non ce la faccio. La prima non mi è mai capitata (skipperei anche quelli veloce come il vento). Qua manca quella americana che pulisce le tombe, in ogni caso direi che la morte non è più tabù almeno online
Bellissimo articolo. Purtroppo in questo periodo mi riguarda da vicino: ho perso un’amica di recente e in tempi molto brevi. Per lei è stata aperta una pagina sul sito inmemory. Devo ammettere che mi ha aperto un mondo e mi ha costretto a riflettere sul tema del lutto nei tempi della globalizzazione. Viveva in un altro Paese. Per riunire tutti quelli che la conoscevano in giro per il mondo Internet è l’unico modo
Questo Post è bellissimo
Per un po’ di tempo mi capitava sul Facebook (algoritmo wild) una creator americana che gestisce una funeral home con il padre. Atmosfera tra motel infestato dai fantasmi e PMI a gestione familiare, in realtà grande pragmatismo e spiegazioni super professionali. Comunque grandissimo pezzo, corpo online materia incredibile per un libro (💀)
Non è la signora che è anche la presidente di Floptropica (…)?
Da un rapido fact check mi risulta che purtroppo no
Su TikTok ci sono (forse e una sola?) creator che mostrano le fasi dell’agonia da un hospice, e riprendono le persone nei loro ultimi istanti di vita.
A metà tra la divulgazione scientifica che secondo me per la morte è importante e l’horror.
C’è anche una bravissima truccatrice di salme (anche se è un po’ che non la intercetto)
Conosco quella che ricompone le salme (perché mi capitò sempre riguardo Giulia Cecchetin) ed è molto carina, ma dico la verità, la skippo sempre, non ce la faccio. La prima non mi è mai capitata (skipperei anche quelli veloce come il vento). Qua manca quella americana che pulisce le tombe, in ogni caso direi che la morte non è più tabù almeno online
Bellissimo articolo. Purtroppo in questo periodo mi riguarda da vicino: ho perso un’amica di recente e in tempi molto brevi. Per lei è stata aperta una pagina sul sito inmemory. Devo ammettere che mi ha aperto un mondo e mi ha costretto a riflettere sul tema del lutto nei tempi della globalizzazione. Viveva in un altro Paese. Per riunire tutti quelli che la conoscevano in giro per il mondo Internet è l’unico modo