Bellissimo articolo. Purtroppo in questo periodo mi riguarda da vicino: ho perso un’amica di recente e in tempi molto brevi. Per lei è stata aperta una pagina sul sito inmemory. Devo ammettere che mi ha aperto un mondo e mi ha costretto a riflettere sul tema del lutto nei tempi della globalizzazione. Viveva in un altro Paese. Per riunire tutti quelli che la conoscevano in giro per il mondo Internet è l’unico modo
L'evoluzione di Facebook (e dell'età anagrafica dei suoi utenti): da social per fare gli auguri di compleanno a persone perlopiù sconosciute, a social per fare le condoglianze a persone perlopiù sconosciute
Nel settembre 2011 ho scoperto su Facebook della morte di un mio caro amico, vittima di un bruttissimo incidente, avevo ricevuto un messaggio che diceva "mi dispiace per il tuo amico X". Ero shoccata.
I giornali, essendo che lui arrivava da una famiglia molto facoltosa della mia zona proprietaria di un'azienda molto importante, hanno preso tutte le foto con i suoi amici che hanno trovato su i social sbattendoci tra le pagine dei giornali.
E' un dolore che non dimenticherò mai, non aver avuto modo di scoprirlo privatamente ed essere pure stata sbattuta in prima pagina.
Ho disattivato facebook per un anno dopo quel tragico evento perchè mi sembrava assurdo leggere i messaggi che venivano lasciati sulla sua bacheca.
Mi dispiace molto, dev’essere stato terribile scoprirlo in quel modo. Oltre al dolore della perdita ti sei trovata anche esposta pubblicamente senza averlo scelto.
Credo che nel 2011 fossimo tutti molto meno consapevoli di quanto i social potessero amplificare eventi così dolorosi e di quanto pochi strumenti avessimo per proteggerci. Posso capire perché tu abbia sentito il bisogno di allontanarti da Facebook dopo una simile esperienza (io ho tolto per sempre la suoneria al mio telefono per una cosa del genere)
Per un po’ di tempo mi capitava sul Facebook (algoritmo wild) una creator americana che gestisce una funeral home con il padre. Atmosfera tra motel infestato dai fantasmi e PMI a gestione familiare, in realtà grande pragmatismo e spiegazioni super professionali. Comunque grandissimo pezzo, corpo online materia incredibile per un libro (💀)
Conosco quella che ricompone le salme (perché mi capitò sempre riguardo Giulia Cecchetin) ed è molto carina, ma dico la verità, la skippo sempre, non ce la faccio. La prima non mi è mai capitata (skipperei anche quelli veloce come il vento). Qua manca quella americana che pulisce le tombe, in ogni caso direi che la morte non è più tabù almeno online
Come presentatore Cicalone che fa le live dai cimiteri romani, Verano, Laurentino e Prima Porta, commentando lo stato dell’arte tipo “aò ma nessuno porta i fiori a Raimondo Vianello”
Bellissimo articolo. Purtroppo in questo periodo mi riguarda da vicino: ho perso un’amica di recente e in tempi molto brevi. Per lei è stata aperta una pagina sul sito inmemory. Devo ammettere che mi ha aperto un mondo e mi ha costretto a riflettere sul tema del lutto nei tempi della globalizzazione. Viveva in un altro Paese. Per riunire tutti quelli che la conoscevano in giro per il mondo Internet è l’unico modo
❤️
L'evoluzione di Facebook (e dell'età anagrafica dei suoi utenti): da social per fare gli auguri di compleanno a persone perlopiù sconosciute, a social per fare le condoglianze a persone perlopiù sconosciute
È andata così
Nel settembre 2011 ho scoperto su Facebook della morte di un mio caro amico, vittima di un bruttissimo incidente, avevo ricevuto un messaggio che diceva "mi dispiace per il tuo amico X". Ero shoccata.
I giornali, essendo che lui arrivava da una famiglia molto facoltosa della mia zona proprietaria di un'azienda molto importante, hanno preso tutte le foto con i suoi amici che hanno trovato su i social sbattendoci tra le pagine dei giornali.
E' un dolore che non dimenticherò mai, non aver avuto modo di scoprirlo privatamente ed essere pure stata sbattuta in prima pagina.
Ho disattivato facebook per un anno dopo quel tragico evento perchè mi sembrava assurdo leggere i messaggi che venivano lasciati sulla sua bacheca.
Mi dispiace molto, dev’essere stato terribile scoprirlo in quel modo. Oltre al dolore della perdita ti sei trovata anche esposta pubblicamente senza averlo scelto.
Credo che nel 2011 fossimo tutti molto meno consapevoli di quanto i social potessero amplificare eventi così dolorosi e di quanto pochi strumenti avessimo per proteggerci. Posso capire perché tu abbia sentito il bisogno di allontanarti da Facebook dopo una simile esperienza (io ho tolto per sempre la suoneria al mio telefono per una cosa del genere)
Questo Post è bellissimo
Per un po’ di tempo mi capitava sul Facebook (algoritmo wild) una creator americana che gestisce una funeral home con il padre. Atmosfera tra motel infestato dai fantasmi e PMI a gestione familiare, in realtà grande pragmatismo e spiegazioni super professionali. Comunque grandissimo pezzo, corpo online materia incredibile per un libro (💀)
Non è la signora che è anche la presidente di Floptropica (…)?
Da un rapido fact check mi risulta che purtroppo no
Su TikTok ci sono (forse e una sola?) creator che mostrano le fasi dell’agonia da un hospice, e riprendono le persone nei loro ultimi istanti di vita.
A metà tra la divulgazione scientifica che secondo me per la morte è importante e l’horror.
C’è anche una bravissima truccatrice di salme (anche se è un po’ che non la intercetto)
Conosco quella che ricompone le salme (perché mi capitò sempre riguardo Giulia Cecchetin) ed è molto carina, ma dico la verità, la skippo sempre, non ce la faccio. La prima non mi è mai capitata (skipperei anche quelli veloce come il vento). Qua manca quella americana che pulisce le tombe, in ogni caso direi che la morte non è più tabù almeno online
potrebbe essere un format da Real Time. Quelli delle tombe live, non la newsletter, dico :)
Come presentatore Cicalone che fa le live dai cimiteri romani, Verano, Laurentino e Prima Porta, commentando lo stato dell’arte tipo “aò ma nessuno porta i fiori a Raimondo Vianello”