8 Commenti
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Avatar di Paola F.

Io rido, ma sono sinceramente d’accordo con te. Siamo passati da “non accettare caramelle dagli sconosciuti” a “vai pure in diretta con gli sconosciuti, amore, basta che non dimentichi il caricabatterie”. Qualcosa forse ci è sfuggito di mano.

Avatar di Laura Fontana

La diretta su TikTok e la geolocalizzazione sul cellulare del genitore. Io dico: no

Avatar di Vogliamo Futuro

Mi ritrovo in gran parte della riflessione, ma leggendo l'articolo mi è venuta una sensazione. Nel dibattito pubblico continuiamo a chiederci se i ragazzi siano pronti per i social, mentre ci chiediamo molto meno se lo siano gli adulti. Eppure sono proprio gli adulti a votare, a scrivere le leggi, a condividere disinformazione, a cadere nelle trappole dell'engagement e, soprattutto, a offrire il primo modello di comportamento ai più giovani. Forse l'educazione digitale non dovrebbe iniziare quando un figlio riceve il primo smartphone, ma molto prima, dai suoi genitori. Perché senza adulti capaci di usare consapevolmente questi strumenti, sarà difficile insegnare ai ragazzi a fare meglio. E forse è anche per questo che il dibattito oscilla sempre tra divieti ed educazione, senza affrontare il problema più scomodo: chi educa gli educatori?

Avatar di Laura Fontana

Internet e i social sono, prima di tutto, una questione di alfabetizzazione: saper leggere e saper scrivere, analizzare i testi, coglierne il tono e muoversi tra molteplici codici linguistici. Competenze che un tempo erano richieste soprattutto agli intellettuali e che oggi, invece, sono necessarie a tutti, persino ai bambini della scuola primaria. Per questo non me la prenderei con nessuno. È un contesto relativamente giovane e tutti noi abbiamo dovuto imparare, in tempi rapidissimi, a orientarci in strumenti completamente nuovi, costruiti secondo logiche che non ci appartenevano. Quando mi chiedono di fare corsi, prima di tutto dico: intanto gli studi umanistici

Avatar di Vogliamo Futuro

È una prospettiva che condivido. Forse tendiamo ancora a pensare all'alfabetizzazione digitale come all'apprendimento di uno strumento, quando in realtà è sempre più un'educazione al pensiero critico. Saper riconoscere una manipolazione, distinguere un fatto da un'opinione, comprendere il contesto o il tono di un messaggio oggi è importante quanto saper leggere e scrivere. Ed è una competenza che riguarda tanto gli adulti quanto i ragazzi.

Avatar di Stefania Pecere

Per i tuoi file: la fase YTuber/Gamer dopo i 16 si trasforma in fase Jack Design/Cuoco di robe crunchy (patriarcato non pervenuto)

Avatar di Laura Fontana

Cuoco o fisioterapista: il sogno

Avatar di Marta

Articolo molto interessante. Quello che io mi chiedo è: ha senso vietare i social quando tantissimi genitori sbattono i propri figli sui social sin dalla nascita? Io sono del parere che i social andrebbero regolarizzati per tutti, non solo per gli under 16. E, secondo me, purtroppo la politica non ha nessun interesse nel capire e nello stare al passo del mondo digitale, così come quello di conoscere e comprendere le nuove generazioni. Onestamente non biasimo chi è a favore del divieto, ma anche io sono più per l'educazione, e nel mio piccolo quando arriverà il momento, spiegherò a mia figlia come muoversi su internet, i vari rischi e come proteggersi.